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Game Art | Gli archivi del futuro prossimo?

Era il 15 aprile 2019.

Sono passati pochi giorni, nemmeno un mese, ma già il ricordo è distante, superato dalle milioni di altre vicissitudini che quotidianamente il mondo ci propone.

Il luogo è Parigi e quella che arde davanti agli occhi sconcertati e ai fiati sospesi dei presenti è la cattedrale di Notre Dame. Previdibilmente, passato lo shock iniziale, non sono tardate le ipotesi di ricostruzione: progetti e proposte da altisonanti nomi di archistar, equamente divisi tra orientati al conservatorismo o a una rinascita in stile contemporaneo.

Ma una proposta si è decisamente fatta notare più delle altre. Sembra infatti che una ricostruzione fedele nei minimi dettagli, con uno scarto di errore al centimetro sia possibile.

E proviene da dove meno ce lo si sarebbe potuto aspettare: Assassin’s Creed.

Un “videogioco.”

La cattedrale di Notre-Dame ricreata nel videogioco “Assassin’s Creed: Unity”
La cattedrale di Notre-Dame ricreata nel videogioco “Assassin’s Creed: Unity”

La cattedrale di Notre-Dame ricreata nel videogioco “Assassin’s Creed: Unity”
La cattedrale di Notre-Dame ricreata nel videogioco “Assassin’s Creed: Unity”

Assassin’s Creed: Unity del 2014, è ambientato proprio a Parigi durante la Rivoluzione francese e presenta, fra gli altri, un modello molto accurato della cattedrale: i designer della Ubisoft hanno lavorato per ben due anni a realizzare un’immagine verosimile di Notre Dame, includendo anche numerosi dettagli come guglie, i pinnacoli e statue.

I modelli 3D

Utilizzare i precisissimi modelli 3d creati dai realizzatori del videogioco potrebbe aiutare la ricostruzione accorciando i tempi di recupero delle immagini e dei progetti.

Il mondo del gaming, ormai è sdoganato, si intreccia sempre più con il mondo reale, insinuandosi nelle sue pieghe con sempre più sagacia, risolvendo problemi in maniera non convenzionale.

La precisione dei programmi attualmente sul mercato, unitamente a software di modellazione e stampa 3D, di scansione, a droni e obiettivi fotografici sempre più potenti stianno rivoluzionando il modo di intendere la realizzazione di artefatti e la creatività stessa.

E’ una rivoluzione silenziosa, ma in corso già da tempo, e che non teme il nuovo, la sfida. Abbraccia nuovi apporti e scarta in maniera fulminea il superato. Non c’è gara, non c’è competizione.

La cattedrale di Notre-Dame ricreata nel videogioco “Assassin’s Creed: Unity”
La cattedrale di Notre-Dame ricreata nel videogioco “Assassin’s Creed: Unity”
La cattedrale di Notre-Dame ricreata nel videogioco “Assassin’s Creed: Unity”
La cattedrale di Notre-Dame ricreata nel videogioco “Assassin’s Creed: Unity”

La domanda che ci poniamo è quindi questa: potrà il game design essere in futuro parte attiva nell’acquisizione di dati utili su beni culturali e artistici?

La cattedrale di Notre-Dame ricreata nel videogioco “Assassin’s Creed: Unity”
La cattedrale di Notre-Dame ricreata nel videogioco “Assassin’s Creed: Unity”

Potranno concretamente questi modelli fedeli al vero complementare scansioni e modelli 3d per valorizzarli e conservarli? Quanto questa disciplina potrà discostarsi dalla sua iniziale ludicità e andare ad operare attivamente in campi ad essa estranei?

Una risposta hanno provato a darla qui.

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